IFE

IFE è un progetto artistico basato sull’osservazione delle muffe; con il termine “IFE” si indicano infatti i filamenti unicellulari o pluricellulari di forma cilindrica allungati che formano il corpo vegetativo dei funghi che svolgono prevalentemente funzione di assorbimento delle sostanze nutritive. Una serie di disegni realizzati con la tecnica del pastello o matita su materiali vari, utilizzando in particolare gli oggetti trovati nel luogo di realizzazione (quali sedie, maioliche, scarti di legno, pareti, ecc.); il progetto nasce da alcune riflessioni sul disegno come “materia vivente”, sui cambiamenti che genera nel luogo in cui viene realizzato e su come e quanto le condizioni climatiche possano contribuire ad una specifica composizione.


IFE (hyphae) is an artist project based on molds observation; the term “IFE” refers to the unicellular or multicellular filaments of elongated cylindrical shape which form fungi vegetative body and mainly they perform function of absorption of nutrients.

It’s a series of drawings made with the technique of pastel or pencil on various materials, in particular by using site objects found (such as chairs, ceramics, wood scraps, walls, etc..). Project springs from some reflections upon the drawing like “living material”, upon the changes that drawing creates in the place where it is made, how weather conditions can contribute to a specific composition.


IFE #1 • installazione site-specific presso aula scolastica

* Pastello su legno di n° 20 sedie scolastiche
* n° 20 LED bianchi

IFE #1 è stato realizzato sotto n° 20 sedie scolastiche nell’ambito del progetto artistico Alchermes (2010), un evento di arte pubblica all’interno di un edificio pubblico. Le sedie sono quotidianamente utilizzate dagli studenti: le decorazioni in una posizione inconsueta e nascosta sono visibili solo ad uno sguardo attento.

2011
Decorazione, pastello su legno

IFE #3
2012/14

Serie di 53 disegni su carta
53 drawings on paper

Bio

 

artista visiva • graphic designer & videomaker


Promotrice di MACINE, progetto d’arte sui cinema chiusi. Parte del network di professionisti OfficineGM. Partecipa al progetto Viaggio per l’Italia. Fondatrice del collettivo artistico TRAi [2008-2012]. Partecipa ai seminari organizzati dalla Fondazione Baruchello “I Solisti e la Banda: una critica delle pratiche artistiche condivise” e “Senza Titolo per Parlarne: arte e linguaggi nei territori in trasformazione. Master in Media Art Design organizzato dalla Provincia di Roma e dall’Assessorato alle politiche culturali, della comunicazione dei sistemi informativi; artist assistent al progetto europeo RADAR – Creative Human Lab in European Cities, nell’ambito della 50esima Biennale di Venezia; stagiaire presso la Fondazione Adriano Olivetti di Roma, nel 2003; diploma di laurea in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Progetti artistici e professionali selezionati: 2016 –  Poste Italiane: intervento di arte urbana commissionato da Poste Italiane sul muro perimetrale dell’Ufficio 150, via Federico Borromeo, Roma; 2015Caleidoscopio: progetto di arte urbana, parco di Santa Maria della Pietà, a cura di Muracci Nostri; Land Art al Furlo VI edizione: a cura di Alice Del Vecchi, Francesca Luslini, Casa degli Artisti, Sant’Anna al Furlo (PU); Earth Day Italia: concept grafico, montaggio e post produzione di vari video promozionali; Cassandre: progetto di video arte da un testo poetico di Ivan Schiavone, presentato al Festival Arterie; Insieme si può: coordinamento organizzativo, grafica e intervento di arte urbana per l’iniziativa culturale promossa dall’Assessorato alle Politiche Sociali e dei Servizi alla Persona del XIV Municipio di Roma; Tutto il Mondo è paese: video spot per XIV Municipio di Roma; Campagna video Fila Via per Atac S.p.A.;  2014 – Musica per giardino senza problemi / orchestra polifonica NOÈ, Forte Portuense, Roma, nell’ambito della manifestazione Siderare, a cura di Fondazione Volume!; PANOPTICON, installazione multimediale, Casale del Mulino, nell’ambito di Open House Roma; 2013Fantasmi Urbaniinchiesta sui cinema chiusi di Roma, Festival Internazionale del Film di Roma, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo; FESTARTE concorso/festival dedicato all’audiovisivo, FACTORY spazio giovani Roma Capitale – sezione video arte; 2012Residenza d’artista Hrìsey – Old School – Gamli barnaskólinn, Skólagata/Miðbraut 630 Hrísey – Islanda; Premio PAV 2012, premio internazionale – Into the abitat – premio e mostra collettiva dei progetti finalisti, progetto selezionato: MERCEM-programma merceologico esperienziale, Parco d’Arte Vivente, Torino.


Musica Per Giardino Senza Problemi

STELLEFORTE.jpg

Orchestra polifonica NOE • sonorizzazione del Forte Portuense

nell’ambito della manifestazione “Siderare” Fondazione Volume! 17/18 luglio 2014

MURO2web.pngGrafiche, animazioni e disegni per l’iniziativa di Silvia Sbordoni

NOE-Forte PortuenseComposizione dell’orchestra

Il 18 luglio alle ore 19.00 l’orchestra polifonica NOE ha animato il Forte facendo suonare le sue stanze e giocando a nascondino tra i suoi corridoi: un’orchestra invisibile che ha trasformato il Forte Portuense in uno strumento musicale.
Un’idea di Siliva Sbordoni
e Benedetto Fanna.

Il Forte Portuense è uno dei 15 forti del Campo Trincerato di Roma, edificato fra gli anni 1877 e 1871 a difesa dello stato unitario. Fatto di cunicoli e scale tra i quali è facile perdersi data la simmetria dei percorsi. Destinato dal Piano Regolatore del 1962 a diventare un parco pubblico, come previsto per quasi la totalità degli altri Forti, di fatto è ancora chiuso [trincerato] in una dimensione parallela rispetto al quadrante di città in cui è inserito.

La Fondazione VOLUME!, apre le porte del complesso monumentale Forte Portuense di Roma per accogliere dal 17 al 19 luglio 2014 e venerdì 26 settembre 2014 la manifestazione Siderare, all’interno della sezione CROSSWISE! Inserita nella programmazione ESTATE ROMANA 2014, la manifestazione è realizzata con il sostegno di Roma Capitale in collaborazione con Acea e Siae.

 

NOE-Forte-Portuense-locandina

 

 

PANOPTICON

Installazione multimediale sul tema dei cinema chiusi  di Silvia Sbordoni

A seguito del lavoro di documentazione fotografica delle facciate dei cinema chiusi (in collaborazione con Altrospazio – Fotografia Documentaria per i cinema di Roma) Silvia Sbordoni ha postprodotto le singole immagini creando un’architettura unica composta dall’unione di tutte le facciate come se fossero un continuum urbano: l’installazione circolare trasforma lo spettatore in un sovegliante, un osservatore che nello stesso tempo è virtualmente impriginato in una sorta di piazza metafisica completamente circondata da cinema chiusi. La scelta di eliminare quasi completamente i colori è voluta per creare, oltre che una continuità cromatica tra le architetture, una sensazione di straniamento, infatti potrebbero essere immagini del passato (i colori sbiaditi, l’assenza di macchine) o di un ipotetico futuro.

La 1° versione di PANOPTICON è stata presentata l’11 maggio 2014 presso il Casale dell’ex Mulino nel Parco della Caffarella a Roma, dove ha avuto luogo una giornata sui temi della rigenerazione urbana e sul destino del Cinema Airone.


In occasione di Open House Roma 2014 [openhouseroma.org] e in collaborazione con Ass. CineAirone  [cineairone.com] con il supporto di Officinegm [officinegm.com]

L’installazione consisteva in una panoramica delle facciate di 15 cinema chiusi di Roma: cinema Impero, cinema Nuovo Star, cinema New York, Sala Troisi, cinema Holiday, cinema Quirinale, cinema Gregory, cinema Airone, cinema Empire, cinema Metropolitan, cinema Paris, cinema Avorio, cinema Puccini, cinema Africa, cinema Apollo.

Al momento è in corso la realizzazione della 2° versione dell’installazione in cui saranno presenti tutti i cinema attualmente chiusi.

La documentazione fotografica dei cinema chiusi di Roma è stata realizzata in collaborazione con  ALTROSPAZIO • Fotografia Documentaria

PANOPTICON
Immagini dell’installazione presso Ex casale del Mulino • 11 maggio 2014

FORNO IN TERRA CRUDA PER LA COTTURA DEL PANE E DELLA PIZZA

Il forno è stato progettato e costruito nella primavera 2012 da architetti, artisti e musicisti nel giardino della scuola E. De Amicis di via Cardinal D. Capranica, 78.

L’obiettivo era quello di rivalutare le aree verdi del complesso scolastico (delle quali si occupava il collettivo TRAi dal 2008), e di creare un luogo di condivisione e incontro che fosse fruibile alla scuola e al quartiere.

È stato demolito nel luglio 2012 per volontà della Dirigenza scolastica dell’Istituto. Ironia della sorte, come il forno costruito dall’artista Victor Grippo, che è stato un’altra fonte di ispirazione (vedi citazione titolo) per il progetto ” O forno popular para fazer pão” del 1972 costruito a Buenos Aires in una piazza pubblica e quindi demolito dopo pochi giorni dalle forze dell’ordine.

La costruzione del forno avvenne in concomitanza con la progettazione di MANGIANASTRO, intervento artistico pensato per gli spazi del Cinema Preneste a Roma: lo scopo principale di questo lavoro era quello di connettere fra loro luoghi recuperati e trasformati grazie ad interventi diretti di cittadini attivi, in questo caso il parco inutilizzato di un edificio scolastico e un ex cinema.

Il forno è stato costruito anche per cuocere Su Coccoi, pane tipico sardo, tutto il progetto infatti è dedicato all’artista sarda Maria Lai, in particolare i riferimenti sono a “Legarsi alla Montagna”.

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Locandina di Silvia Sbordoni

Maledetta Quercia imbecille

Il forno con il sigillo prima della demolizione